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• EST 1876 • 
Alfredo La Salle
Dal viaggio alla scoperta
Umberto I  di Savoia
1844 - 1900

La Scoperta del manuAle

Non so se fui più colpito dal sarto che serviva la casa reale o dalla casa reale in se stessa. Di certo, tornato al mio laboratorio sartoriale, continuai la mia ricerca.
Ma stavolta sapevo bene cosa cercare: il sarto Alfredo La Salle e la sua vita alla Corte dei Savoia. Entrai in una spirale per la quale inizialmente rintracciai notizie online, per passare poi ai libri ed infine ai viaggi itineranti nei luoghi di interesse.
Partito dalla Abbazia di Fossanova (Lt), passai per Torino, Avignone, Chambery, arrivando fino al Lago di Bourget, dove si trova l'abbazia di Altacomba, gemella della prima. Un percorso affascinante, grazie al quale ho scoperto e rivalutato una dinastia lunga più di 900 anni e insieme ad essa il suo segreto, tramandato per secoli, nascosto nei corridoi dell'alta nobiltà. Un segreto che oggi deve essere svelato, senza troppo rumore e con attenzione, a chi è pronto a recepirlo, a chi, come me, crede ancora in un’etica di responsabilità per il futuro dell’uomo.

LA SALLE E L'ORDINE DEL CIGNO NERO

L'ordine del Cigno Nero, così come pensato da Amedeo VI, durò ufficialmente solo 10 anni per poi confluire nell'ordine della Santissima Annunziata, tutt'ora in vigore e tra i più longevi del mondo.
Tuttavia, dopo la sua chiusura ufficiale, la compagnia lavoró in penombra per secoli fin quando, alla fine del XIX secolo, il Principe Umberto I, futuro Re d’Italia, ebbe l’intuizione di passare il testimone non più ad una figura di rango, ma ad un insospettabile uomo comune, in cui riponeva di un’estrema fiducia. Questa persona aveva il nome di Alfredo La Salle.

Alfredo La Salle, di origine borgognona come i Savoia, non solo era il camiciaio di Umberto I ma anche suo intimo consigliere. Costui conosceva tutte le trame di corte ed elargiva al Re, all'insaputa di tutti, consigli rivelatisi lungimiranti e preziosi.

Dalla fine del 1800, quindi, Alfredo La Salle lavorò con fedeltà alla ricostruzione dell'ordine. Un inizio che ben presto si rivelò una ripida salita: l’avvento della Prima e della Seconda Guerra Mondiale destabilizzarono un intero continente, minando gli equilibri politici e generando ferite difficili da rimarginare. 

LA TRILOGIA

Ed è proprio Asia La Salle, classe 1986, la protagonista dei primi due volumi della trilogia dedicata a questo leggendario ordine: ‘La trama del Re” e “La profezia del Giglio”.

Una fitta trama di vicende in cui la pronipote di Alfredo, stilista affermata, scopre troppo in fretta che il vero scopo della sua vita ha poco o nulla a che vedere con la sartoria. È lei il primo cavaliere del Cigno Nero, erede di un testimone difficile da portare a traguardo.

Misteri, cospirazioni e personaggi singolari si intrecciano nelle maglie di una storia in cui, gli amici dell'ordine, portano ricamato all’interno del colletto di una camicia bianca, un cigno nero stilizzato.

Camiciajo brevettato Di sua altezza reale Principe umberto I di Savoia

IL VIAGGIO


Questo è il racconto del mio viaggio, della mia personale ricerca sullo stile, del mio amore profondo per la sartoria. Questo è il racconto del mio incontro con Alfredo La Salle.
Come fosse un rito, in ogni luogo lontano da casa che ho visitato, ho sempre previsto la ricerca di una libreria. Credo che le librerie siano posti ricchi di segreti e racconti incredibili, che vale la pena conoscere. Quel giorno ero a Treviso. Nevicava. Quale migliore occasione per riscaldarsi se non il tepore di una libreria? Cercavo qualcosa relativo alla mia passione: i tessuti. Prendendo un volume su uno scaffale, ne cadde un altro. Piccolo, di poche pagine, antico. Fu lui a scivolare tra le mie mani.

Un prezzario del 1876, la copertina recitava così:

Chemiserie Parisienne - Alfredo La Salle - camiciajo brevettato - fornitore di S.A.R. il Principe Umberto e sua Real Casa - rinomato stabilimento specie in bella biancheria da uomo particolarmente su misura - prospetto dei diversi articoli coi loro relativi prezzi e condizioni, e poi l'indirizzo.

LA STORIA


“Questo gran principe vedendo che il sovrastare del comune nemico non impediva i cavalieri di mordersi guerra l'un l'altro Immagino di fondare una compagnia di cavalieri del Cigno nero i quali portassero per insegna d'argento con un cigno nero beccato e pilotato di rosso e giurassero di difendersi l'un l'altro contro tutti”
È Umberto di Biancamano, capostipite della famiglia Savoia. Intorno all'anno mille, ricevendo in premio La Contea della moriana da Corrado II per averlo supportato al trono, istituì uno stato di passaggio per esercitare un controllo sui valichi Alpini che a quel tempo collegavano il Nord con il sud dell'Europa. Da quel momento, grazie ad un’abilità strategica tramandata di generazione in generazione, fatta di alleanze politiche e giusti matrimoni, i Savoia riuscirono a sopravvivere in un piccolo Ducato per più di 900 anni. Una storia longeva, che nel 1350 vede la nascita dell’ordine del Cigno Nero, per volere di Amedeo VI. Egli chiamò a raccolta un esiguo numero di ufficiali e gentiluomini della Savoia, devoti a perseguire insieme il bene comune, da garantire agli abitanti del Regno. Un ordine cavalleresco in cui tutti sono sullo stesso piano: una vera e propria "Tavola Rotonda".

Questa è una descrizione di un autore della metà del XIX secolo:

“Questo gran principe vedendo il sovrastare del comune nemico non impediva i cavalieri di muoversi guerra l'un l'altro per ogni fuscello che loro o fusca se la vi sta alterando quella Concordia che sola poteva renderli forti e temuti imaginò insieme col conte di Ginevra, con Galeazzo Visconti che s’educava alla sua corte, con Berlione di Forax ed altri baroni di fondare una compagnia di cavalieri del Cigno nero, i quali portassero per insegna d’ argento con un cigno nero beccato e piotato di rosso, e giurassero di difendersi l’un l’altro contro tutti; che non potessero per qualsivoglia cagione muoversi guerra fra loro, ma dovessero acquelarsi all‘arbitramento degli altri cavalieri, nè potessero senza il consenso degli altri compagni dell’ordine romper guerra a niun altro, ancorchè non appartenesse alla compagnia del Cigno nero”.

unisciti
alL'antico ordine del cigno nero

Andrea D'Aprano
 FOUNDER
Camiciaio per passione da oltre vent'anni, mette a punto il sistema su misura semplificato 4 anni fa per dare a tutti la possibilità di indossare una camicia di alta qualità ad un prezzo accessibile.

CAMICIAJO BREVETTATO DI SUA ALTEZZA REALE PRINCIPE UMBERTO I di Savoia

Umberto I  di Savoia
1844 - 1900

IL VIAGGIO


Questo è il racconto del mio viaggio, della mia personale ricerca sullo stile, del mio amore profondo per la sartoria. Questo è il racconto del mio incontro con Alfredo La Salle.
Come fosse un rito, in ogni luogo lontano da casa che ho visitato, ho sempre previsto la ricerca di una libreria. Credo che le librerie siano posti ricchi di segreti e racconti incredibili, che vale la pena conoscere. Quel giorno ero a Treviso. Nevicava. Quale migliore occasione per riscaldarsi se non il tepore di una libreria? Cercavo qualcosa relativo alla mia passione: i tessuti. Prendendo un volume su uno scaffale, ne cadde un altro. Piccolo, di poche pagine, antico. Fu lui a scivolare tra le mie mani.

Un prezzario del 1876, la copertina recitava così:

Chemiserie Parisienne - Alfredo La Salle - camiciajo brevettato - fornitore di S.A.R. il Principe Umberto e sua Real Casa - rinomato stabilimento specie in bella biancheria da uomo particolarmente su misura - prospetto dei diversi articoli coi loro relativi prezzi e condizioni, e poi l'indirizzo.

La Scoperta del manuAle

Non so se fui più colpito dal sarto che serviva la casa reale o dalla casa reale in se stessa. Di certo, tornato al mio laboratorio sartoriale, continuai la mia ricerca.
Ma stavolta sapevo bene cosa cercare: il sarto Alfredo La Salle e la sua vita alla Corte dei Savoia. Entrai in una spirale per la quale inizialmente rintracciai notizie online, per passare poi ai libri ed infine ai viaggi itineranti nei luoghi di interesse.
Partito dalla Abbazia di Fossanova (Lt), passai per Torino, Avignone, Chambery, arrivando fino al Lago di Bourget, dove si trova l'abbazia di Altacomba, gemella della prima. Un percorso affascinante, grazie al quale ho scoperto e rivalutato una dinastia lunga più di 900 anni e insieme ad essa il suo segreto, tramandato per secoli, nascosto nei corridoi dell'alta nobiltà. Un segreto che oggi deve essere svelato, senza troppo rumore e con attenzione, a chi è pronto a recepirlo, a chi, come me, crede ancora in un’etica di responsabilità per il futuro dell’uomo.

LA STORIA


“Questo gran principe vedendo che il sovrastare del comune nemico non impediva i cavalieri di mordersi guerra l'un l'altro Immagino di fondare una compagnia di cavalieri del Cigno nero i quali portassero per insegna d'argento con un cigno nero beccato e pilotato di rosso e giurassero di difendersi l'un l'altro contro tutti”
È Umberto di Biancamano, capostipite della famiglia Savoia. Intorno all'anno mille, ricevendo in premio La Contea della moriana da Corrado II per averlo supportato al trono, istituì uno stato di passaggio per esercitare un controllo sui valichi Alpini che a quel tempo collegavano il Nord con il sud dell'Europa. Da quel momento, grazie ad un’abilità strategica tramandata di generazione in generazione, fatta di alleanze politiche e giusti matrimoni, i Savoia riuscirono a sopravvivere in un piccolo Ducato per più di 900 anni. Una storia longeva, che nel 1350 vede la nascita dell’ordine del Cigno Nero, per volere di Amedeo VI. Egli chiamò a raccolta un esiguo numero di ufficiali e gentiluomini della Savoia, devoti a perseguire insieme il bene comune, da garantire agli abitanti del Regno. Un ordine cavalleresco in cui tutti sono sullo stesso piano: una vera e propria "Tavola Rotonda".

Questa è una descrizione di un autore della metà del XIX secolo:

“Questo gran principe vedendo il sovrastare del comune nemico non impediva i cavalieri di muoversi guerra l'un l'altro per ogni fuscello che loro o fusca se la vi sta alterando quella Concordia che sola poteva renderli forti e temuti imaginò insieme col conte di Ginevra, con Galeazzo Visconti che s’educava alla sua corte, con Berlione di Forax ed altri baroni di fondare una compagnia di cavalieri del Cigno nero, i quali portassero per insegna d’ argento con un cigno nero beccato e piotato di rosso, e giurassero di difendersi l’un l’altro contro tutti; che non potessero per qualsivoglia cagione muoversi guerra fra loro, ma dovessero acquelarsi all‘arbitramento degli altri cavalieri, nè potessero senza il consenso degli altri compagni dell’ordine romper guerra a niun altro, ancorchè non appartenesse alla compagnia del Cigno nero”.

LA SALLE E L'ORDINE DEL CIGNO NERO

L'ordine del Cigno Nero, così come pensato da Amedeo VI, durò ufficialmente solo 10 anni per poi confluire nell'ordine della Santissima Annunziata, tutt'ora in vigore e tra i più longevi del mondo.
Tuttavia, dopo la sua chiusura ufficiale, la compagnia lavoró in penombra per secoli fin quando, alla fine del XIX secolo, il Principe Umberto I, futuro Re d’Italia, ebbe l’intuizione di passare il testimone non più ad una figura di rango, ma ad un insospettabile uomo comune, in cui riponeva di un’estrema fiducia. Questa persona aveva il nome di Alfredo La Salle.

Alfredo La Salle, di origine borgognona come i Savoia, non solo era il camiciaio di Umberto I ma anche suo intimo consigliere. Costui conosceva tutte le trame di corte ed elargiva al Re, all'insaputa di tutti, consigli rivelatisi lungimiranti e preziosi.

Dalla fine del 1800, quindi, Alfredo La Salle lavorò con fedeltà alla ricostruzione dell'ordine. Un inizio che ben presto si rivelò una ripida salita: l’avvento della Prima e della Seconda Guerra Mondiale destabilizzarono un intero continente, minando gli equilibri politici e generando ferite difficili da rimarginare. 

LA TRILOGIA

Ed è proprio Asia La Salle, classe 1986, la protagonista dei primi due volumi della trilogia dedicata a questo leggendario ordine: ‘La trama del Re” e “La profezia del Giglio”.

Una fitta trama di vicende in cui la pronipote di Alfredo, stilista affermata, scopre troppo in fretta che il vero scopo della sua vita ha poco o nulla a che vedere con la sartoria. È lei il primo cavaliere del Cigno Nero, erede di un testimone difficile da portare a traguardo.

Misteri, cospirazioni e personaggi singolari si intrecciano nelle maglie di una storia in cui, gli amici dell'ordine, portano ricamato all’interno del colletto di una camicia bianca, un cigno nero stilizzato.

Andrea D'Aprano
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Camiciaio per passione da oltre vent'anni, mette a punto il sistema su misura semplificato 4 anni fa per dare a tutti la possibilità di indossare una camicia di alta qualità ad un prezzo accessibile.
UNA RIVOLUZIONE
SENZA MEZZE MISURE
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Ecco come nasce il nuovo metodo ispirato ad Alfredo La Salle.